Dona senza riserve
La vita, l’intelligenza, la volontà, un cuore per amare. Se tutto è un dono, noi possiamo godere di tutto ma senza stringere nulla in pugno, senza appropriarcene avidamente. Anche oggi c’è qualcuno che aspetta qualcosa da te e tu non puoi negargliela. Forse è un gesto di simpatia o di amicizia, un invito o una parola gentile, e tu sai a chi puoi offrire questo dono gratuitamente. Dona senza riserve, senza guardare al molto o al poco che hai. Va da lui e dà, gratuitamente.
D. G. Andreoli



Chi siamo
Siamo un gruppo di amici che, mossi dalla volontà di operare per la unione fra i popoli, da più di vent’anni abbiamo creato un ponte di solidarietà con alcune comunità di etnia Quichua radicate sulle Ande dell’Ecuador.
Offriamo collaborazione nella programmazione degli interventi e forniamo i mezzi materiali. L’esecuzione è affidata alle comunità indigene perché si sentano partecipi, responsabili e orgogliose di quanto viene realizzato. Nel tempo è cresciuta la fiducia reciproca e si sono resi più saldi i legami. Offriamo una solidarietà concreta silenziosa ma duratura; essa richiede un impegno costante, che non può dipendere solamente da occasionali slanci di solidarietà.
il significato di PACHAMAMA
Abbiamo scelto PACHAMAMA come nome della nostra associazione per dare un significato preciso e profondo al nostro operare in quelle terre, a contatto con una cultura indigena che, giorno dopo giorno, si vede impoverita da una realtà emarginante imposta dalla logica del profitto e dello sfruttamento. Il nostro impegno è rivolto a piccole comunità sparse sulle asperità andine, che coltivano con fatica la terra assegnata loro alla fine degli anni 60 del secolo scorso dal Governo ecuadoregno, in seguito ad una riforma agraria che lasciò loro ritagli dei grandi latifondi; terreni privi d’infrastrutture, di scarsa qualità, in zone sottoposte a lenti ma costanti processi di erosione, di decadimento.

PACHAMAMA la “Madre Terra”
Con profondo rispetto gli indios dell’America Latina definiscono, in lingua Quechua, PACHAMAMA la “Madre Terra”. Venerata dall’antico popolo Inca e da altri popoli andini, quali gli Aymara e i Quechua, è la grande dea madre, dea della terra, dell’agricoltura, della fertilità. La Madre Terra è tutto: il suolo, il sottosuolo, l’aria, l’acqua, la pioggia, il vento, gli alberi, le rocce, gli animali, il cielo, le stelle; in questa dimensione tutto è collegato e intrecciato, noi siamo fratelli e sorelle delle stelle, delle montagne, dei laghi.
Per i popoli indios la creazione serve alla contemplazione e alla riflessione, contiene tutte le saggezze e tutti gli insegnamenti, il rapporto con la Pachamama si basa su un sentimento di profondo rispetto, di dialogo. L’indio si sente figlio della Pachamama, non padrone di essa, e grazie a questo rapporto si sente fratello di tutto il creato, uguale a tutti gli esseri. In tale visione i rapporti con gli altri esseri umani sono basati sulla reciprocità e condivisione, elementi essenziali nelle comunità indigene.


Tutte le attività dell’indio sono caratterizzate da un atteggiamento di rispetto: quando lavora la terra, quando semina e quando raccoglie, quando lotta per i suoi diritti e quando prega per i morti, quando pratica l’arte della guarigione, quando si dedica all’educazione dei figli. Da questa filosofia di vita nasce il concetto della fratellanza universale. Se la Pachamama, è nostra Madre, tutti noi siamo fratelli, fra tutti gli esseri viventi esiste quindi una fratellanza senza condizioni, senza discriminazioni, senza esclusioni.
Lo Spirito della Pachamama alla cascata
“Il sogno dell’uomo andino”.
L’abbondanza della Madre Terra,
Acqua, Aria e Natura pura.
Pachamamapak samay
yaku puzulpi
“Urkumanta runapak muscuy”.
Ashpa mampak
yapalla karay. Yaku, wayra
shinallatak allí ashpamama.
Pachamamapak samay yaku puzulpi. Lo Spirito della Pachamama alla cascata. Arte di Tigua. Autore Alfonso Toaquiza – Tigua Chimbacucho, Cotopaxi, Ecuador.

I Quichua
Gli abitanti di queste Comunidad, insediate sulle Ande dell’Ecuador, appartengono al gruppo Indio Quichua, parte di un mosaico di popolazioni autoctone sparse tra Perù, Ecuador e Bolivia e accomunate dall’uso della stessa lingua da cui traggono il nome.
Con il termine Quechua che significa “linguaggio dell’uomo”, gli Incas definivano la loro lingua ufficiale dell’impero. In origine piccola tribù che popolava gli altipiani nel sud dell’attuale Perù, documentati già verso il XII secolo d.C., gli Incas furono gli artefici di una rilevante civiltà che si sviluppò tra il XIII e il XVI secolo e comprendeva le terre dall’attuale Colombia meridionale, Ecuador, Perú, Bolivia, fino alle regioni settentrionali dell’Argentina e del Cile.
Dal 1531 fino al 1822, con l’invasione degli Spagnoli, queste popolazioni subirono il sequestro delle terre, lo sfruttamento e l’oppressione; l’imposizione della religione cattolica non sradicò comunque gli antichi riti animisti che tuttora permangono in forme di sincretismo (culto della Pacha Mama, la leggenda di Viracocha il creatore della Terra).
I Quichua, considerati discendenti degli Incas, si dedicano prevalentemente a una stentata economia di sussistenza legata alla agricoltura e alla pastorizia. Oggi, questo antichissimo popolo, considerato non allineato se non ostile alle dinamiche dell’attuale fase di globalizzazione, rivendicando orgogliosamente la propria identità, rende palesi le disarmonie fatte di ingiustizia, prepotenza ed omologazione culturale perpetrate dalle moderne società del profitto che inaridiscono l’umanità intera.


Siamo dove…
i Paesaggi, la Vita, la Scuola…

i Paesaggi
Un luogo dove il petto duole per la mancanza di ossigeno e il paesaggio possiede una bellezza impossibile da descrivere, che si può soltanto rappresentare lontanamente, evocando luce, colori caldi, il giallo e l’ocra, il verde e l’azzurro. La strada, prima empedrada e poi sterrata si arrampica lentamente, in salita, metafora della difficile vita di questa America traballante nel cuore della Sierra, piena di gente e di conflitti e di illusioni, dolori e speranze.

la Vita
Nelle loro comunità, lontano dalle strade, dai pochi centri di salute, questi figli rinnegati dalla storia ufficiale, sono i più poveri tra i poveri di un continente flagellato da numerose crisi economiche. Nessuno ha mai avuto tempo né memoria per loro. Eppure sopravvivono, con le loro radici culturali ancora integre, le loro tradizioni vive come la brace, nonostante la miseria e le malattie. Spesso sono disperati che hanno perfino dimenticato perché lo sono… perché questa è la loro vita, come lo è stata quella dei loro padri. Praticano la rassegnazione come una disciplina di vita. Sognano di andare via, ma sanno che non partiranno mai.

la Scuola
Ai loro figli, oggi, viene data una possibilità in più: l’istruzione. Strumento fondamentale per l’educazione e la conoscenza, per strapparli dall’ignoranza e dall’emarginazione sociale ereditaria ed ereditata, di cui da sempre, sono vittime i sopravvissuti delle popolazioni indigene.
Siamo dove…
il Lavoro, la Minga, il Raccolto…

il Lavoro
Quando non c’è scuola, è facile incontrare bambini che accompagnano gli animali al pascolo: mucche, pecore, capre, asini… e le donne, sempre di indefinibile età, camminano lentamente, curve sotto i loro carichi di legna, foglie, niñitos… Nel rispetto delle tradizioni indigene viene praticata a tutt’oggi la minga, il lavorare insieme volontariamente negli orti, nelle serre, nella costruzione di abitazioni o strade, secondo le necessità della comunità.

la Minga
Lavorare per la collettività, con rispetto, dedizione, unione, solidarietà; una pratica che la memoria si perde nel tempo. Lavoro collettivo a fini di utilità sociale e di carattere reciproco si semplifica nei dizionari, ma per l’indio è tempo, sacrificio, è collaborare gratuitamente per il bene comune, consapevole che è anche sopravvivenza e sviluppo delle comunità, rinsaldando il forte spirito di solidarietà e reciprocità che da sempre lo caratterizza.

il Raccolto
Cipolle e maracuyá, papaye e cavolfiori, tomate de arbol, e guyaba si ammucchiano sulla lunga fila di bancarelle con i cibi più svariati e gli odori si mescolano col profumo un po’ rancido del brodo di cotenna, dell’acqua di colonia e dei corpi immersi nella folla.
La vendita al mercato dei prodotti dei campi è una piccola fonte di guadagno a sostegno della precaria economia famigliare. La mercante sorride orgogliosa delle sue verdure dimenticando per un momento la quotidiana consuetudine “aquí solo trabajo, nunca descanso”.
Siamo dove…
l’Alimentazione, i Giochi, i Volti…

l’Alimentazione
Patate, melloco, choclo, mais e mote sono la base di tutti i piatti, a volte qualche carne che fa parte dell’allevamento nella comunità, pecora, pollo o maiale cambiano il pasto. Ma dentro la casa non c’è orario, non c’è condivisione non c’è aggregazione e talvolta malnutrizione, anemia, ritardi nella crescita e mentali si insinuano… porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione questo uno dei primi obiettivi globali, ma per loro ancora lontano.

i Giochi
Camminano e corrono di continuo, su e giù, su e giù per le colline e i sentieri della comunità, rincorrendo un pallone o un cerchio, sorridendo, avvolti dall’ennesima nuvola di polvere alzata dal vento… I più piccoli si muovono veloci nei loro stivaletti di gomma troppo grandi, inciampano, a volte, nei pantaloni troppo lunghi. Si arrampicano senza timore come scimmiette, ciarlano allegri come canarini… qui, nel cortile della scuola, hanno un posto in cui stare.

i Volti
I bambini di qui hanno occhi grandi, enormi, profondi. Incantano. Gli sguardi, se non sono illuminati dai sorrisi dei giochi, sono disincantati, come quelli degli adulti… hanno guance rosse, screpolate dal sole, dal vento e dal freddo. I loro visi restano uguali per molti anni, senza età, dolci, delicati, fino a quando il vento e la vita iniziano a solcarne i volti, rendendoli più duri, scavati dalle stesse rughe, da solchi identici a quelli del paesaggio; sono volti con spaccature e fondi di ruscelli prosciugati, volti eterni con il sorriso di una sorgente.
Siamo dove…
gli Invisibili, le Tradizioni, il Paesaggio…

gli Invisibili
Sbirciando attraverso porte aperte e vetri rotti, a volte si dischiudono squarci su un’umanità faticosa, spesso nascosta, fatta di silenzi e solitudine. Non solo vecchi oramai inadeguati ma anche emarginazione per malesseri e dipendenze che, in questi luoghi nessuno sa o può curare. Ma la compassione e la solidarietà si concretizzano in gesti quotidiani di condivisione e vicinanza.

le Tradizioni
Le tradizioni vivono non solo come eredità o memoria del passato ma come impegno per mantenere l’unità e la forza dei legami sociali, per mantenere viva la fiamma dell’unione, elemento fondante della loro identità. Vivaci celebrazioni con ritmi giocosi, musiche, voci, colori, costumi, ne fanno di ogni singola festa unica ed inconfondibile. Raccontano la profonda connessione con la Pachamama, attraverso le antiche tradizioni Inca violate talvolta dalla sopraffazione coloniale vissuta negli ultimi secoli.

il Passaggio
La morte non è fine assoluta, ma un passaggio verso un’altra vita, in cui il legame tra vivi e defunti rimane presente e reciproco, dove gli antenati continuano a far parte del ciclo vitale della comunità. Nella celebrazione della festa dei morti, eredità ancestrali indigene e cattolicesimo coloniale si intrecciano in una festa nei cimiteri dove guaguas de pan e colada morada, musica e preghiere si mescolano per onorare la memoria in modo gioioso “El día de las almas” – il giorno delle anime – che ritornano sulla Terra per poter salutare i propri cari e festeggiare il ricongiungimento.
Pachamama per l’Ecuador
Siamo accomunati dalla volontà di operare per la solidarietà fra i popoli e promuoviamo iniziative di cooperazione allo sviluppo di Paesi impoveriti, anche attraverso la realizzazione di progetti per l’autosviluppo, in riferimento alle esigenze fondamentali della vita quali: alimentazione, salute, istruzione, approvvigionamento idrico, sviluppo agricolo…
Progetti Pachamama
Pambamarquito chiama Guayllabamba. Finanziamento di attività di formazione scolastica a Pambamarquito
Acqua per Pambamarquito. Intervento per emergenza idrica a Pambamarquito
Alimentémonos con Io nuestro. Realizzazione di serre a Pambamarquito
Casas del pueblo. Realizzazione di locali per la cucina e il refettorio della scuola a Pambamarquito.




Progetti Pachamama
Cerrajeros y plomeros Finanziamento di corsi per saldatori e idraulici a Pambamarquito, Pambamarca e Cusubamba
Adelantate Pambamarca Realizzazione caseggiato per l’asilo, la scuola e la mensa a Pambamarca
Hogar Realizzazione di dieci unità abitative per orfani, disabili e anziani a Pambamarquito
Agua y semillas Realizzazione di orti, serra, stalla per animali da cortile e cisterna per l’acqua a Pambamarca




Progetti Pachamama
Yo juego, yo estudio, yo trabajo Acquisto di arredi per asilo, scuola, cucina e mensa a Pambamarca
A scuola per cambiare Realizzazione di alloggi per insegnanti a Pambamarca
Pachamama, vida y esperanza Ampliamento della serra e realizzazione di una barriera frangivento a Pambamarca
Ayudémoslos Intervento a favore di comunità terremotate nella provincia di Manabì.




Progetti Pachamama
Tierra y semillas Realizzazione centro per raccolta e lavorazione legumi a S. Teresa nel Canton Guaranda
Tiempo de solidaridad Intervento per la distribuzione di pacchi alimentari e materiale sanitario nel Canton Cayambe
Tutti a casa! Collaborazione nella costruzione di una Casa Famiglia a S. Antonio di lbarra
Ponti a La Manà e Pucayacu Costruzione di ponti sospesi per emergenza alluvione nella Provincia Cotopaxi
Simiatug Samai Avviamento attività sistema produttivo, Organizzazione Donne Simiatug nel Canton Guaranda





Progetti Pachamama
Diamo una mano Finanziamento di programmi nel campo dell’istruzione e della formazione, dell’assistenza ad anziani, disabili e orfani nelle Comunità di Pambamarca e Pambamarquito
Gracias por Finanziamento di programmi di assistenza ai minori ospiti della Casa Famiglia Cristo de la Calle di Ibarra
Luce installazione di impianti fotovoltaici nelle tre Casa Famiglia Cristo de la Calle di Ibarra





Progetti Pachamama
Dolce panela Realizzazione di sei unità produttive e di un centro di raccolta per la lavorazione e trasformazione della canna da zucchero Provincia Bolivaruito
Un tetto per Playapamba Ristrutturazione della Cappella e casa sociale nella Comunidad di Playapamba Provincia Bolivar
La casa di Yuyucocha Ampliamento della Casa Famiglia Yuyucocha della Fundaciòn Cristo de la Calle di Ibarra






Grazie
a quanti sostengono l’impegno dell’Associazione PACHAMAMA Madre Terra OdV offrendo collaborazione e solidarietà. Assieme possiamo occuparci di tante persone per migliorare la loro qualità di Vita.
L’Associazione PACHAMAMA Madre Terra OdV
è iscritta all’Albo delle Organizzazioni di Volontariato.
Per sostenere l’Associazione PACHAMAMA Madre Terra OdV:
BONIFICO BANCARIO
Il contributo è fiscalmente deducibile/detraibile
causale: Erogazione liberale per progetti emergenza – Ecuador
CASSA DI TRENTO: IT 24 Q 08304 01807 000007316348
UNICREDIT: IT 52 J 02008 01803 000040067054
DONAZIONE 5XMILLE
apporre la firma nel riquadro inerente al sostegno del volontariato specificando
il numero di codice fiscale 96065310227
Contatti
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Via Brolio, 4 – 38121 Trento
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